Dottore come mai ho girato e fatto un sacco di visite, ma ancora non risolvo ?

“Dottore come mai ho girato e fatto un sacco di visite, ma ancora non risolvo?

Ma il mio problema è di sua competenza?

Come mai non ho risolto fino ad ora, pur avendo fatto diverse terapie e affrontato interventi chirurgici, dove lo scopo era proprio quello di migliorare il mio stato di salute?”

Oggi ti spiego perché sono anni che fai terapie o prendi farmaci ma ancora non risolvi il tuo problema di fondo.

Vedi sono nel campo della Riabilitazione e Terapia Manuale da più di 25 anni e sai perché?

Perché ci sono passato anch’io da paziente prima e professionista poi .

Si, per problemi ad un ginocchio e poi di conseguenza a tutto il corpo ho girato mari e monti per risolvere le mie sofferenze fisiche.

Ho conosciuto tutte le terapie che vengono proposte in caso di problemi posturali, disallineamenti del bacino, terapie per sconfiggere il dolore.

Figuriamoci quando mi ci sono addentrato in profondità, studiando i concetti di base e quelli più evoluti, riguardo la fisioterapia, la posturologia, la Terapia Manuale, l’ Osteopatia classica e in Somato emozionale, e molte altre tecniche,

 

 

 

oltre che coltivare interesse per una corretta nutrizione a scopo terapeutico ( per me e per i miei pazienti ) e l’attività fisica per il mantenimento di un’ottima chimica del corpo e un buon equilibrio psicofisico .

 

 

 

Di ognuno di questi approcci e tecniche ne ho potuto valutare vantaggi e svantaggi, prendendone i pro e scartando i contro, confrontando tutto questo sapere con altre discipline e professionisti della salute.

Si perchè non basta sapere quello che è strettamente legato alla propria professione, ma serve conoscere il lavoro e le competenze altrui, confrontarsi per ampliare il proprio punto di vista, sapere cosa fanno gli altri o cosa non fanno, valutandone pregi e difetti, nel limite del possibile .

Soprattutto per capire quando è opportuno indirizzare il paziente verso altre figure terapeutiche o collaborare con queste .

Non ti sto dicendo che conosco tutte le tecniche e approcci del mondo, ma so come si muovono le altre figure specialistiche intorno a me nell’affrontare, inquadrare e provare a risolvere i problemi che affliggono le persone e gli stessi problemi per i quali si rivolgono a me.

Un paio di esempi per capire meglio!

E’ vero che l’osteopata si occupa delle problematiche di ernia e di tutta la colonna vertebrale?

Certamente. Ma potrebbe essere di competenza anche di un neurochirurgo, di un fisioterapista o di un ortopedico.

Vedi quanta possibile confusione si rischia di fare tra figure mediche diverse ? E tu rischi di non risolvere.

 

 

 

 

Quindi non mi basta da professionista, avere una conoscenza limitata alle tecniche osteopatiche da adottare ( sarebbe riduttivo ), ma servono conoscenze più ampie e approfondite anche rispetto a quello che gli altri professionisti propongono , compresi interventi chirurgici e farmaci più o meno invasivi.

Conoscere molto bene il mio lavoro, il lavoro delle altre figure specialistiche, è necessario e fondamentale per me e per i miei pazienti,

Primo, perché è importante comprendere per quale motivo i pazienti che vengono da me non hanno risolto con gli altri approcci , farmaci e terapie varie,

Secondo, ampliare le proprie conoscenze vuol dire sviluppare un ottimo senso critico in quanto non ci si chiude o non ci si basa solo su quello che si conosce, ma si prendono in considerazione tanti altri aspetti al di fuori del proprio metodo e della propria tecnica,

è come se si fosse in una condizione di apprendimento continuo dove si confermano o scartano nuove informazioni .

Quindi due cose solamente non cambiano mai e sono da tenere sempre in considerazione:

  • L’ANATOMIA
  • LA FISIOLOGIA DEL CORPO UMANO

quindi la sua BIOCHIMICA e cioè I PRINCIPI DI BASE DI FUNZIONAMENTO DEL CORPO.

Su questo non si discute, e partendo da queste basi, poi si può ragionare quanto vuoi, ma lo scopo sarà sempre e solo quello di far ottenere ai propri pazienti, il miglior risultato in chiave terapeutica col minor rischio possibile .

Infatti in medicina si dice : “ Primum non nocere “

Ciò vuol dire che nella scelta della terapia prima bisogna non arrecare danno al paziente

L’ altro esempio che ti voglio fare è : “ sai che in Osteopatia ci si occupa delle disfunzioni degli organi viscerali?

Bene, quindi devo andare da un Gastroenterologo? O meglio rivolgermi ad un nutrizionista? O un dietista ?

Come vedi anche qui se non si hanno ampie conoscenze nel campo della medicina di base , neurologico , viscerale , nutrizionale e quant’altro, si rischia di non fare il bene del paziente.

Quindi sarà sempre necessario non solo conoscere le tecniche che permettono di riequilibrare un organo viscerale in chiave osteopatica , ma sarà importante sapere come e quanto l’alimentazione influisce su un determinato organo specifico, la relazione col sistema ormonale e metabolico . Altrimenti come si fa a lavorare sull’apparato viscerale?

Questo non vuol dire giocare a fare il nutrizionista. Assolutamente no.

Magari il mio lavoro andrà integrato con il nutrizionista , proprio per migliorare o risolvere definitivamente il problema del mio paziente se risulta essere legato anche a scelte alimentari e stile di vita , ma sono comunque due aree di competenza totalmente diverse tra loro, dove ognuno fa il suo, senza calpestarsi i piedi, anzi integrandosi possibilmente .

Quindi non basta più oggi sapere solo ciò che riguarda la propria professione, ( sempre che ci si voglia occupare di salute a 360 gradi), ma bisogna avere una formazione molto più ampia se si vogliono risolvere in profondità le vere problematiche

Seguimi in questo ragionamento…

Capita spesso infatti che un medico, per esempio un fisiatra o un ortopedico, in una visita, si limiti a vedere una radiografia della zona dove tu riferisci un dolore e ti consigli la terapia del caso.

Si ma cosa ti ha consigliato?

Nel 99% dei casi “una terapia sintomatica ” , cioè dove soffri, in quanto la radiografia serve più che altro ad escludere delle brutte patologie e non a confermare l’origine del tuo dolore .

Ti sei chiesto un attimo se lo specialista di turno si è interessato a come sta funzionando il tuo corpo globalmente ?

Lì dove soffri c’è la causa o il sintomo ?

Ha preso in considerazione se hai altri disturbi o problemi che sono in relazione col tuo motivo di consulto ?

Ci sono altre problematiche in altre parti del corpo in stretta relazione con la tua zona di sofferenza ?

Ha valutato l’impatto che possibili patologie (per esempio come il diabete) possono amplificare dolori articolari o muscolari ?

O ancora ha considerato che alcuni dolori fisici possono essere dovuti a farmaci che prendi abitualmente , come le statine?

E se prendi troppi farmaci o per periodi troppo lunghi, il corpo si può saturare e intossicare, con la possibilità che sviluppi sintomi e disturbi vari , come mancanza di energia , sonnolenza durante il giorno e disturbi del sonno e agli organi viscerali .

Sai quanti fegati ed organi trovo congestionati e intossicati da farmaci e cure prolungate o da un alimentazione e abitudini di vita non proprio salutari ?

E’ in grado il professionista che hai consultato di inquadrarti dal punto di vista dello stress che stai somatizzando e scaricando a livello corporeo ?

Quindi cosa sarebbe meglio fare?

Prendere un farmaco o farsi inquadrare a 360 gradi sul proprio problema specifico?

Capita spesso che vengano proposti interventi chirurgici in prima battuta

Ma perché…?   Sapendo che oggi sono molti gli approcci non invasivi che potresti effettuare per provare a risolvere il tuo problema e quell’ intervento e l’anestesia potresti tranquillamente evitarli.

Stiamo parlando di una cosa seria, stiamo parlando della tua salute e da un intervento chirurgico non si torna indietro

Vedi sono tutti degli esempi per farti capire che se non si ha una ampia cultura anche su quello che fanno ( o non fanno), sanno ( o non sanno) le altre figure terapeutiche è difficile fare anche bene il proprio mestiere e riuscire a consigliare al meglio il proprio paziente.

Pensa se io non conoscessi i pro e i contro di un intervento chirurgico all’anca ( per esempio per un problema di artrosi)

Potrei sicuramente svolgere bene il mio lavoro, ma non riuscire a capire se il problema è di mia competenza o è il caso di indirizzare il paziente verso l’intervento chirurgico per tamponare la grave situazione

Devo sapere vantaggi e svantaggi , benefici e limiti di un determinato approccio, compreso il mio .

Ovvio non si può conoscere ogni cosa nel dettaglio, ma diciamo che non si finisce mai di imparare e l’importante è sempre rimanere umili, informati ed aggiornati e mettersi in discussione non dando mai nulla per scontato.

Vedi si fa molto presto a dire:

” prendi questo farmaco”, oppure “fatti 10 terapie di…” O ancora “signora operiamo che sta messa proprio male” ,

Sono frasi che sento ogni giorno nel mio studio. Ma io perdonami non funziono così.

Ecco perché è fondamentale che io conosca i limiti di quello che c’è in giro, degli altri approcci e delle altre tecniche, avendo già scremato , per te , molte delle metodiche esistenti in campo terapeutico , da paziente e da professionista.

Contattami se se sei stanco di girare senza risolvere e vuoi capire se stai facendo le scelte giuste e se il mio approccio può esserti di aiuto, nel provare ad inquadrare il tuo problema specifico e cercare di risolverlo nel migliore dei modi .

Questa è la mia priorità per te .

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